Omaggio a Giulio Turci
(1917-1978)
Una storia adriatica


2 novembre 2008 – 6 gennaio 2009

Mostra a cura di Gabriello Milantoni

Monte di Pietà, via della Costa, 15
Santarcangelo di Romagna

Giulio Turci, scomparso giusto trent’anni fa, a Mostar era di casa. L’antica città della Bosnia Erzegovina lo vide protagonista con numerose mostre e lo celebrò riconoscendolo come componente, a tutti gli effetti, di quella comunità di artisti.

Il decollo del pallonaro
Giulio Turci, Il decollo del pallonaro

Di qui la scelta del Comune di Santarcangelo di Romagna, città natale dell’artista, e della Associazione a lui intitolata, di ricordare il trentennale della scomparsa di Turci con una mostra che documentasse questa “Storia adriatica” del pittore italiano.

Il primo rapporto di Turci con l’arte e la cultura dell’altra sponda dell’Adriatico, all’epoca sotto il governo di Tito, risale al 1965. Da allora la frequentazione di Turci con Mostar fu continua. Gli artisti del luogo lo riconobbero come “fratello d’arte” e vollero ospitarlo con ogni onore anche a Pocitelj, città degli artisti e tesoro dell’Erzegovina. Sue mostre vennero presentate a Mostar, Sarajevo e Belgrado.

All'ombra del muro bianco
Giulio Turci, All'ombra del muro bianco

La pittura di Turci veniva ravvisata come il “frutto arcano di una affine storia remota”, “una storia adriatica”, appunto. “Che con stupore e commozione sia Turci sia gli artisti slavi scoprirono d’impatto essere ad entrambi comune”: una rivelazione che segnò la pittura del maestro romagnolo, connotandola di poesia, di sapori antichi, di atmosfere simboliche dall’apparente “facile” lettura.
Negli oli di questi anni è evidente il connubio, felice, tra il richiamo simbolico e trascendente proprio della cultura orientale e l’inclinazione occidentale al naturalismo.

Serenata a Pocitely
Giulio Turci, Serenata a Pocitely

Turci morì ben prima che la città e il territorio tanto amati venissero lacerati dalla guerra. Non ebbe il dolore di vedere nei sei mesi di continui bombardamenti del 1993 i croati distruggere gran parte della città antica e frantumare, la mattina del 9 novembre, il simbolo stesso di Mostar, lo Stari Most, il celebre ponte ad arco tra le due sponde del Narenta.

Da eccellente fotografo, oltre che pittore, Turci colse, nella sua seconda passione, quella per la fotografia appunto, molti aspetti, l’anima vera di Mostar e di altri centri della Bosnia-Erzegovina.

E la mostra, con una trentina di dipinti, una intensa sequenza di disegni (quasi appunti di un viaggio negli spazi visitati ma soprattutto dentro se stesso ed i propri giocosi fantasmi), propone anche alcune simboliche vedute fotografiche tratte dagli album personali del maestro.

Al sole
Giulio Turci, Al sole

Quella che Turci ci tramanda è una Mostar che nemmeno la ricostruzione ha effettivamente restituito: una città d’arte e di artisti, un mondo sospeso tra realtà, quotidianità e fantasia.

Che è lo stesso che si ritrova in molta sua pittura. Come tra i palloncini racchiusi nell’armadio, quasi idee trattenute in attesa di volare via animando di colore e poesia un mondo troppo monocorde.

Le tele e le immagini fotografiche di Turci sono commentate in mostra da testi letterari e poetici desunti dalle opere di autori bosniaci (da Ivo Andric a Aleksa Santic a Svetozar Corovic), a far rivivere quel milieu culturale in cui la pittura di Turci trovò linfa e confronto.

La retrospettiva dedicata a Giulio Turci è ideata e curata da Gabriello Milantoni ed è promossa dal Comune di Santarcangelo di Romagna e dalla Associazione Giulio Turci. Organizzazione: Anonima Talenti.

2008 © Istituto Musei Comunali di Santarcangelo di Romagna.
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Inaugurazione della Mostra

sabato 1 novembre 2008

ore 18
Presentazione della Mostra
Museo Storico Archeologico
Palazzo Cenci
via della Costa, 26

ore 18.20
Inaugurazione
Monte di Pietà
Palazzo Cenci
via della Costa, 15

ore 20
Cocktail
Museo Storico Archeologico
Palazzo Cenci
via della Costa, 26

ore 21
I sonetti del mare
Un concerto per Giulio Turci con
Alessandra Bassetti, pianoforte
Denis Burioli, violoncello
Celletta Zampeschi
via della Cella, 9

Catalogo a cura di Gabriello Milantoni edito da Anonima Talenti

Orario di apertura:

martedì - venerdì 15.30-19.30;
sabato - domenica
10,00-12,00; 15,30-19.30.

Chiuso lunedì eccetto lunedì 10 novembre e lunedì 8 dicembre
10,00 -12,00; 15,30-19.30.
Al mattino visite su richiesta.
Ingresso libero.

Info:

Istituto dei Musei Comunali
via Montevecchi, 41
Santarcangelo di Romagna (RN)
tel. 0541.624703 - fax 0541.622074
e-mail: servizi@metweb.org

Biblioteca Comunale "A. Baldini"
tel. 0541.356299

Prenotazioni:

I.A.T. – Associazione Pro Loco di Santarcangelo
tel. 0541.624270 - fax 0541.622570
www.iatsantarcangelo.com

Locandina
Locandina della Mostra